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Cultura.
di Ferruccio Parazzoli - culturafc@stpauls.it


NARRATIVA ITALIANA

SETTE VITE MIRACOLOSE

Oltre i destini confezionati, la verità sui poeti.

Non è nuovo Vassalli a scrivere opere che, unendo la saggistica o, meglio, l’appassionata, personalissima documentazione, all’irrinunciabile richiamo della narrazione, potrebbero essere catalogate tra i saggi d’invenzione. La passione che si desta e richiama lo scrittore alla narrazione è la poesia: «Immagine di noi stessi e dell’insieme di cui facciamo parte, lontana e sfocata come "l’amore lontano" del poeta provenzale Jaufré Rudel. Quell’immagine era, è, e continuerà ad essere nel tempo finché esisteranno gli uomini». Questa la citazione con cui si chiude il libro di Vassalli e che racchiude in sé tutto lo spirito di pagine in cui viene narrata, nel suo momento di culmine, la vita di sette poeti che da soli basterebbero a confermare «il miracolo delle parole che trattengono la vita». Omero, cieco e vecchio, di una vecchiaia mitica; Qohélet che dichiara la vanità di ogni disputa religiosa; Virgilio, in fuga dalla Fama che si ostina a fare di lui un poeta di corte; Jaufré Rudel, il poeta provenzale inventore della poesia come "amore lontano"; François Villon, tragico e bettoliere, al quale Vassalli dona una tanto più assurda quanto più possibile fine da buon borghese; un Giacomo Leopardi di non facile convivenza, goloso di dolci e timoroso di malattie; infine Arthur Rimbaud, il "divino monello".

Amore lontano è un libro che racconta di poeti, ma in cui si riflette la scabrosità artistica del Vassalli narratore, la sua volontà di risalire la corrente di destini confezionati dai posteri, per affrontarli e scuoterli finché, oltre la convenzione, non spunti la verità più alta, più degna o più irridente, la vita della poesia, quella vita che si paga con la vita.

Ferruccio Parazzoli
    
   
AMORE LONTANO
di Sebastiano Vassalli,
Einaudi, pp. 192, € 16,50


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