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MADONNA DI MAGGIO Nel mese dedicato al culto mariano, si rinnovano in tutta Italia tradizioni secolari, tra fede e folclore. Il pellegrinaggio alla Madonna di Valverde, in Sardegna; Maria di Strada a Fanna, in mare a Capo Colonna. E il 31 maggio nei Giardini Vaticani.
Non si fa in tempo a
rasare l’erba, che già ricresce in pochi giorni. In un maggio di anni fa, mi trovavo ad Alghero e un’amica mi propose una gita al santuario della Madonna di Valverde. Più che una gita, fu una passeggiata-pellegrinaggio, sette chilometri in una vallata di ulivi e vigne, con soste alle due edicole dove ci sono le pedras de basar, le "pietre da baciare", in saluto alla Vergine. Per via, cercavamo nei campi fiori speciali: gli occhietti della Madonna, dai petali celesti, le scarpette della Madonna in forma di orchidee minuscole, o le lacrime della Madonna, il grappoletto blu dell’aglio selvatico. Un gruppo stava provando i gosos de la Mare de Dèu in catalano di Alghero: canti di lode alla Madre di Dio, affettuosi con un fondo di nostalgia, che poi risuonarono tra gli ex voto del santuario.
«Maria si mise in viaggio verso la montagna» (Lc 1,39): così comincia il racconto evangelico della visita di Maria alla cugina Elisabetta. Il viaggio, la visita sono lo spirito della devozione di maggio, che si esprime attraverso tradizioni ancora vive nelle contrade italiane, tra fede e folclore. Come succede, e posso citare solo un paio tra le mille feste, nella fiaccolata al monte Soratte la notte dell’ultima domenica di maggio, celebrata per antico voto nel paesino laziale di Sant’Oreste. O a Crotone, dove la Madonna di Capo Colonna ripercorre un suo spostamento miracoloso: nel 1519, i turchi dettero fuoco al suo quadro, ma l’immagine non bruciò; spaventati, lo buttarono a mare e il giorno dopo esso tornò dolcemente a riva. Così, oggi, la processione accompagna il quadro, di notte, lungo i 13 km verso Capo Colonna, e la sera dopo ne aspetta il ritorno via mare. Una delle chiese più antiche d’Italia
è dedicata alla Madonna di Strada, la cui immagine in pietra dipinta risale
a mille anni fa, ed era l’ex voto di un castellano salvato dalle acque del
fiume Colvera che scorre accanto. Una processione tradizionale si svolge nei Giardini Vaticani, la sera del 31 maggio, a concludere il mese mariano. Si parte verso le 19 dalla chiesa di Santo Stefano degli Abissini, proprio davanti all’abside della basilica di San Pietro, si attraversano i giardini fino alla Grotta della Madonna di Lourdes, mèta cara alle passeggiate di tanti Papi. Nella sera che avanza, i fedeli recitano il rosario portando una candela accesa. Per l’incontro dell’anno scorso, Giovanni Paolo II rievocò «il vento dello Spirito, che sospinge Maria, e con lei la Chiesa, sulle strade del mondo per portare a tutti Cristo, speranza dell’umanità». Il prossimo 31 maggio vorrei partecipare anch’io a
questa processione. Franca Zambonini
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