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Ma che domenica è? |
Di fatto la domenica non è più per tutti il "giorno del Signore", ma resta comunque una giornata che si distingue dalle altre e che consente di ritrovare sé stessi, in una sintesi armonica fra l’umano e il divino. Ne è convinto monsignor Carlo Mazza – direttore dell’Ufficio nazionale Cei per la pastorale del tempo libero, turismo e sport – che individua nel giorno di domenica lo spazio nel quale fare memoria del trascendente e recuperare la dimensione della spiritualità. Per i cattolici, prosegue monsignor Mazza, in tale contesto va ovviamente riaffermato che il tempo domenicale trova senso e identità soltanto a partire da quel principio generatore che è la morte-risurrezione di Gesù Cristo, «evento capace di una nuova creazione, potenziale che irradia di sé il cosmo e l’intera umanità».
«Innanzitutto occorre non considerare questo tempo "libero" come un tempo vuoto, opaco e indifferenziato. Il tempo del riposo deve essere sottoposto a un discernimento culturale, teologico ed etico-pratico. Non si tratta di impedire scelte pratiche di viaggio, di divertimento, di attività ludica, di ritorno alle atmosfere dense delle amicizie e della parentela, ma di saper intenderne la funzionalità umanizzante ed esistenziale che è propria di tale occasione».
«Se vissuto male, il tempo libero domenicale rivela, come una cartina di tornasole, il bisogno di liberazione, il riflesso di un’"uscita di sicurezza", in vista di soddisfazioni inespresse. In tal modo si cade nella ricerca dell’evasione come fuga da un’alienazione e dal nulla dei valori, come reazione dissacrante e prevaricante rispetto al sistema vigente».
«La Chiesa è anche qui chiamata a essere indiscussa e luminosa fonte di valori. Essa apprezza le istanze autentiche inerenti al godimento del tempo libero. Non va proclamando a priori crociate al fine di "salvare" la domenica dalla paventata pervasività e supposta malvagità del tempo libero, ma si occupa e si preoccupa di annunciare il "Vangelo della domenica" ai protagonisti e agli attori del tempo libero. Perciò oggi è opportuna una presenza più missionaria della comunità ecclesiale, per entrare in contatto con le realtà del tempo libero, gli stili di vita e i desideri di quanti ne usufruiscono. E inoltre appare utile potenziare le offerte che diano ulteriore senso alla domenica: per esempio, negli oratori o con iniziative per far vivere a tutta la famiglia una giornata ricca di senso». Saverio
Gaeta
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