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Ma che domenica è? |
Cos’è la domenica per Susanna e Fabio? «Una tavola imbandita e l’occasione di starci seduti attorno, finalmente, insieme». Ci sta tutto in quest’immagine concreta, prima che metaforica, scelta da questi due giovani coniugi veneziani: la domenica come oasi protetta per la famiglia stressata dai ritmi logoranti della ferialità; come tempo lento delle relazioni significative; come vero e proprio "salvagente" settimanale. Susanna Siegato, 38 anni, insegnante di lettere, e il marito Fabio Favretto, 41 anni, commercialista, hanno un figlio, Fausto, un trottolino biondo nato poco meno di due anni fa. La loro domenica trascorre all’insegna del recupero dei rapporti familiari, parentali e delle amicizie. «Fin dal mattino ci gustiamo il piacere di stare insieme senza gli assilli del lavoro, magari dormendo un po’ di più, e, comunque, rimanendo spesso in casa. Prevale su tutto la voglia di stare insieme tra noi, anzitutto, e con le nostre famiglie d’origine. E il pranzo rappresenta l’occasione ideale per ricucire le relazioni, per provare la convivialità; come la cena diventa piacevole pretesto per stare assieme agli amici che durante la settimana al massimo hai sentito al telefono e non vedi da tempo», afferma Susanna. L’altra "tavola" a cui i Favretto non rinunciano mai è quella eucaristica della Messa in parrocchia a mezzogiorno, o alle sei di sera. La voglia di stare assieme «Convivialità può anche voler dire una gita fuoriporta assieme a parenti o amici», precisa il marito: «Ma la meta interessante, o il paesaggio riposante sono sempre in subordine all’esigenza primaria di stare insieme». È anche per questo che la Tv, pure nelle più grigie domeniche d’inverno, resta quasi sempre spenta, «eccezion fatta per qualche Gran Premio di Formula 1», ammette Fabio, "ferrarista" accanito. Niente passeggiate o acquisti in uno dei tanti centri commerciali che sorgono alla periferia di Mestre? «No, se proprio vogliamo fare quattro passi preferiamo la piazza. Anzi, sono contraria all’apertura domenicale dei negozi. Trovo che il senso e il valore della festività e del giusto riposo settimanale dovrebbero essere custoditi e valorizzati di più, anche per tutelare la vita stessa della famiglia che esige uno stacco dalle necessità della professione. Questa perdita del senso della festa mi preoccupa», osserva ancora la moglie. Nessun week-end rovinato da obblighi lavorativi o di studio? «Purtroppo, in alcuni periodi dell’anno, soprattutto da aprile a luglio, accade che le necessità del lavoro invadano il riposo domenicale e mi costringano a barricarmi spesso in studio tra denunce dei redditi e chiusure di bilanci. Ma non ci posso far nulla, è la mia professione». A cambiare i ritmi abituali delle domeniche in casa Favretto ci ha pensato il piccolo Fausto: «I figli ti spingono a pensare attività insolite, a muoverti di più, a vincere la pigrizia per creare per lui occasioni di gioco e svago». E così domenica scorsa papà e mamma hanno portato il figlio a correre e inzupparsi d’acqua lungo la spiaggia di Caorle in una splendida giornata di sole. «L’unico inconveniente è che alla sera ti rendi conto che la domenica è già finita e hai la sensazione di non aver ancora dedicato a te stesso un tempo sufficiente. Chissà, forse una domenica alla settimana non basta».
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