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Attualità
di Delia Parrinello


CRONACHE ITALIANE
INSIEME A HELGA COSOLO È UNA DELLE PRIME DONNE A ENTRARE NELLE PENNE NERE


È LIDIA, UN’ALPINA

Dalla Sicilia alle montagne bellunesi: da pochi giorni, la dottoressa Sarnataro è tenente medico del Settimo Reggimento. «Che emozione quel giuramento», racconta.

Siracusa

«È dinamica, scala le montagne e fa karate, è maestra di solfeggio, suona il pianoforte e la chitarra classica, parla quattro lingue, è laureata in Medicina ed è una maga in Internet, io dico che lo Stato italiano con mia figlia certamente ci guadagna». Il papà di Lidia Sarnataro è orgoglioso di questa figlia ventisettenne che ha studiato tanto, che dal piccolo centro siracusano di Floridia ha girato il mondo fino al Brasile e all’Argentina, ed è iscritta all’Ordine dei medici di Londra. Ma l’emozione più forte è arrivata quando l’ha vista giurare di fronte alla bandiera di guerra della Brigata Julia, come tenente del Settimo Reggimento Alpini, e come primo ufficiale donna in servizio nelle truppe bellunesi. Quel giorno il signor Sarnataro ha abbracciato sua moglie e ha pianto: «Non abbiamo figli maschi, solo due ragazze, e una di loro ha giurato in divisa militare e con la sciabola. L’altra è in Spagna, noi a Floridia trascorriamo le giornate al telefono».

Il primo tenente medico d’Italia, la prima donna ufficiale delle mitiche Penne nere: Lidia Sarnataro. Ma non è l’unica. Nel giro di pochi giorni un secondo ufficiale donna è entrata negli alpini, la dottoressa pugliese Helga Cosolo. Reduce da un’esperienza di sedici mesi in Vaticano, Helga Cosolo è assegnata al Sesto Reggimento Alpini Alto Adige, lavora a Brunico nel soccorso alpino.

A Belluno, nella vita di tutti i giorni, Lidia Sarnataro gira in tuta mimetica e indossa il camice con le stellette. È l’ufficiale dirigente del servizio sanitario del Settimo Reggimento Alpini, controlla la salute di 150 penne nere nelle caserme di Belluno e Feltre.

L’incontro fatale nella sua terra

«Ho conosciuto gli alpini al mio paese, a Floridia, quando avevo quattordici anni. Erano arrivati per i controlli del territorio in seguito alle stragi di mafia: l’Operazione Vespri siciliani. Mi hanno parlato tanto delle loro montagne che io quasi non riuscivo a immaginare, le Dolomiti. E quando per me è arrivata l’occasione, ho scelto di cambiare totalmente panorama: dal mare di Siracusa alle montagne del Nord Italia».

«Bella città Belluno, piacevole e serena. Sono una donna ufficiale degli alpini, ma qui non ho suscitato alcuna sorpresa. Sono arrivata una mattina alla stazione e ho telefonato in caserma: "Sono il nuovo tenente medico, qualcuno può venire a prendermi?"». Grande commozione alla cerimonia di giuramento, fedeltà alla patria davanti alla storica bandiera della Julia, alla presenza del comandante dei reparti del battaglione Feltre, Giovanni Da Pra, e di una delegazione della sezione Ana (Associazione nazionale alpini) di Belluno, guidata dal presidente Arrigo Cadore che ha voluto dare un particolare «benvenuto alla prima donna ufficiale nella grande famiglia degli alpini bellunesi» e le ha consegnato la tessera dell’Ana.

Nel tempo libero la penna nera Lidia si arrampica e corre. «Ho già fatto scalate in montagna con un istruttore, sto imparando sul Passo del Falzarego e a Riva del Garda, sulle pareti zebrate. Ogni mattina in caserma inizio la giornata con tutti gli altri, sull’attenti per l’alzabandiera e canto l’inno di Mameli. Le canzoni degli alpini una alla volta le sto imparando quasi tutte dai colleghi di lungo corso».

Quelle montagne mai viste

Dal mare siciliano alle montagne della Padania, con un giro culturale e geografico veramente speciale. «Mi sono laureata in Medicina a Catania, ho seguito all’estero i corsi di Chirurgia plastica e questa specializzazione è ancora nei miei obiettivi. Poco tempo fa sulla Gazzetta Ufficiale ho trovato il bando di concorso per venti medici nell’Esercito e chiedo a mia madre: partecipo? Concorso fatto e vinto. Ho superato le selezioni a Foligno, ho scelto la destinazione finale fra tre sedi: Foggia, L’Aquila e Belluno. Non ho avuto dubbi su Belluno, e subito sono andata in un negozio per comprarmi il cappello da alpino, felice di essere il tenente medico della Brigata Julia».

Ha firmato una ferma di 30 mesi e poi deciderà: «Se tornare alla specializzazione in Chirurgia plastica oppure restare alpina per tutta la vita, comunque accedere ad altri concorsi e proseguire nella carriera militare».

Deciderà nel 2008, «ma lei non è una persona normale, è super. Sa scalare le difficoltà come le montagne, e se sogna la chirurgia plastica è certo che ci riuscirà, non finisce qui»: a Floridia i genitori Sarnataro tornano ogni giorno a casa, il papà lavora alla raffineria Isab del Gruppo Erg, la mamma è lettrice d’inglese.

Telefonano a Belluno e a Bilbao per dire che Lidia è brava in tutto, sintetizzano un lessico casuale, ma efficace: «La dottoressa degli alpini Lidia Sarnataro sa fare tutto, in ogni cosa è già imparata».

Delia Parrinello
   
   
LE DONNE IN DIVISA

Il 13 maggio il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto che abolisce le "quote" riservate all’arruolamento femminile. Che dal 2006 potra così avvenire senza limiti. Secondo gli ultimi dati disponibili (gennaio 2004), le donne in divisa sono 1.736, concentrate nell’Esercito(1.042), nella Marina (335), nell’Aeronautica (165) nei Carabinieri (194).


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